C'era una volta un regno, chiamato favolandia.
Favolandia era abitato da gente comune, che indossava abiti comuni, senza poteri speciali ma con un grande senso dell'umorismo.
Favolandia era un posto dove però accadevano cose straordinarie, vestite di realtà.
Così capitava che le persone erano smiles, che i datori di lavoro diventassero compagni di giochi, che tre donne in un ufficio rendessero quel posto meraviglioso, che stalkerare diventasse divertente, che la gente si sentisse arrivare per la canzone che li accompagnava.
Favolandia è la mia vita.
Favolandia è un posto in cui arrivo a lavoro e il mio capo porta i pasticcini per tutti, dove ridiamo come matti per schiocchezze, dove gli uomini sicuri della loro virilità giocano a fare le ragazze.
Favolandia è un posto in cui possiamo scherzare con il capo, in cui possiamo lanciargli le mollichine dei biscotti con la riga tipo catapulta, dove gli diciamo che deve vestirsi meglio e gli offriamo una consulenza gratuita per rifargli il look.
Favolandia è una battuta di gita al centro commerciale che nel giro di 10 minuti diventa realtà.
Favolandia è un'agenzia fatta da 3 donne e un uomo (che si potrebbe definire un SANTO) che girano per negozi, fatta di donne veloci che prendono i vestiti che l'uomo deve provare e fatta di un uomo che prova tutto fidandosi del gusto delle donne.
Favolandia è un battito di mani che le superchicche si scambiano, uno sguardo per capire tutto e 3 paia di calzini (uno x superchicca) che arrivano in omaggio al capo.
Favolandia è un pomeriggio meraviglioso e inaspettato, in cui i sorrisi abbondano e in cui il tempo vola.
Favolandia è un ricordo che si costruisce sotto la pelle, dentro le vene, fino al cuore, un ricordo di qualcosa di speciale, di qualcosa che sai già che ti mancherà e che non riuscirai mai ad avere lontano da quello studio, che ormai sta diventando una casa.
Favolandia è la mia vita.
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