Sì lo so, sembrerò stupida.
Io non lo so come sia possibile, non so come ho fatto.
Stamattina Nikita era nella scrivania di fronte a me, ammaccata ma lì. Con me.
Adesso è in un negozio freddo, messa chissà come, lontana da me.
E una parte del mio cuore, il mio terzo occhio adesso è in un negozio freddo, messo chissà come, lontano da me.
E datemi della stupida, ma per chi vive in simbiosi come me, è una cosa decisamente negativa.
mercoledì 13 marzo 2013
venerdì 8 marzo 2013
D O N N A.
Vi è mai capitato di creare una realtà dal nulla senza nemmeno volerlo?
Gruppo su whatsapp;
Simo: mi hanno detto che venerdì sera tutti i maschi cucinano a casa di Fabio per le donne!
Amoremio: ma sei impazzita?!
Luca: ti hanno informato male!
Fabio: ma perchè a casa mia?!
Simo: ma vi rimangiate la parola?
Luca: vorresti dire che non saremmo capaci??
Simo:...
Luca: ragazzi, facciamogli vedere! venerdì sera tutti da Fabio!
Fabio: ma perchè a casa mia??
Luca: Fabio, non ti rimangiare la parola!
Simo: mi hanno detto che fate anche un centrotavola con le mimose!
Vi è mai capitato di non accorgervi di avere sotto gli occhi persone meravigliose?
Vi è mai capitato di conoscere gente che pur conoscendo la vostra demenza vi asseconda con amore?
La mia proposta, come avrete capito era una proposta idiota, come per dire 'mi hanno detto che chiunque legga questo post debba darmi 10€", tutti la leggono, si fanno mezza risata e mi ignorano.
I "nostri" ragazzi no, loro sono diversi, loro sono speciali.
Lanciata la proposta lunedì, sono andati a fare la spesa mercoledì e oggi sono usciti tutti prima da lavoro per incontrarsi da Fabio e cucinare una delle cene più belle e buone mai mangiate.
Appena entrati ci hanno accolto con luci soffuse, con il grembiulino, il papillon, le candele, l'antipasto in tavola, un centrotavola fatto di mimose e un mazzolino di mimose per tutte le donne (visibili e non :P) messo sulla sedia.
La tovaglia azzurra, i bicchieri e i tovaglioli gialli, le candele rosa galleggiavano su un meravilgioso recipiente trasparente che conteneva anche le mimose.. la meraviglia!
Il menù era buonissimo e cucinato visibilmente con tutto l'amore del mondo:
ciotole di patatine e salatini sparsi per il tavolo, sfoglie con wustel, sfoglie con prosciutto e mozzarella, involtini speck e philadelphia, olive bianche ripiene, olive nere, 3 fettine di salami diversi;
pasta con philadelphia, pistacchio, prosciutto, parmigiano, zucchine;
involtini al pistacchio, involtini al prosciutto, zucchine fritte con formaggio di sopra e patatine al forno;
torta al cacao con nutella e granella di pistacchio.
La festa di oggi era nata per noi, per ricordare il valore della donna.
La verità è che noi donne ci sentiamo Donne perchè accanto abbiamo Uomini di tal genere e di tal spessore che ci fanno sentire amate, protette e fortunate tutti i giorni della nostra vita.
(a breve le foto!)
Gruppo su whatsapp;
Simo: mi hanno detto che venerdì sera tutti i maschi cucinano a casa di Fabio per le donne!
Amoremio: ma sei impazzita?!
Luca: ti hanno informato male!
Fabio: ma perchè a casa mia?!
Simo: ma vi rimangiate la parola?
Luca: vorresti dire che non saremmo capaci??
Simo:...
Luca: ragazzi, facciamogli vedere! venerdì sera tutti da Fabio!
Fabio: ma perchè a casa mia??
Luca: Fabio, non ti rimangiare la parola!
Simo: mi hanno detto che fate anche un centrotavola con le mimose!
Vi è mai capitato di non accorgervi di avere sotto gli occhi persone meravigliose?
Vi è mai capitato di conoscere gente che pur conoscendo la vostra demenza vi asseconda con amore?
La mia proposta, come avrete capito era una proposta idiota, come per dire 'mi hanno detto che chiunque legga questo post debba darmi 10€", tutti la leggono, si fanno mezza risata e mi ignorano.
I "nostri" ragazzi no, loro sono diversi, loro sono speciali.
Lanciata la proposta lunedì, sono andati a fare la spesa mercoledì e oggi sono usciti tutti prima da lavoro per incontrarsi da Fabio e cucinare una delle cene più belle e buone mai mangiate.
Appena entrati ci hanno accolto con luci soffuse, con il grembiulino, il papillon, le candele, l'antipasto in tavola, un centrotavola fatto di mimose e un mazzolino di mimose per tutte le donne (visibili e non :P) messo sulla sedia.
La tovaglia azzurra, i bicchieri e i tovaglioli gialli, le candele rosa galleggiavano su un meravilgioso recipiente trasparente che conteneva anche le mimose.. la meraviglia!
Il menù era buonissimo e cucinato visibilmente con tutto l'amore del mondo:
ciotole di patatine e salatini sparsi per il tavolo, sfoglie con wustel, sfoglie con prosciutto e mozzarella, involtini speck e philadelphia, olive bianche ripiene, olive nere, 3 fettine di salami diversi;
pasta con philadelphia, pistacchio, prosciutto, parmigiano, zucchine;
involtini al pistacchio, involtini al prosciutto, zucchine fritte con formaggio di sopra e patatine al forno;
torta al cacao con nutella e granella di pistacchio.
La festa di oggi era nata per noi, per ricordare il valore della donna.
La verità è che noi donne ci sentiamo Donne perchè accanto abbiamo Uomini di tal genere e di tal spessore che ci fanno sentire amate, protette e fortunate tutti i giorni della nostra vita.
(a breve le foto!)
martedì 5 marzo 2013
Favolandia.
C'era una volta un regno, chiamato favolandia.
Favolandia era abitato da gente comune, che indossava abiti comuni, senza poteri speciali ma con un grande senso dell'umorismo.
Favolandia era un posto dove però accadevano cose straordinarie, vestite di realtà.
Così capitava che le persone erano smiles, che i datori di lavoro diventassero compagni di giochi, che tre donne in un ufficio rendessero quel posto meraviglioso, che stalkerare diventasse divertente, che la gente si sentisse arrivare per la canzone che li accompagnava.
Favolandia è la mia vita.
Favolandia è un posto in cui arrivo a lavoro e il mio capo porta i pasticcini per tutti, dove ridiamo come matti per schiocchezze, dove gli uomini sicuri della loro virilità giocano a fare le ragazze.
Favolandia è un posto in cui possiamo scherzare con il capo, in cui possiamo lanciargli le mollichine dei biscotti con la riga tipo catapulta, dove gli diciamo che deve vestirsi meglio e gli offriamo una consulenza gratuita per rifargli il look.
Favolandia è una battuta di gita al centro commerciale che nel giro di 10 minuti diventa realtà.
Favolandia è un'agenzia fatta da 3 donne e un uomo (che si potrebbe definire un SANTO) che girano per negozi, fatta di donne veloci che prendono i vestiti che l'uomo deve provare e fatta di un uomo che prova tutto fidandosi del gusto delle donne.
Favolandia è un battito di mani che le superchicche si scambiano, uno sguardo per capire tutto e 3 paia di calzini (uno x superchicca) che arrivano in omaggio al capo.
Favolandia è un pomeriggio meraviglioso e inaspettato, in cui i sorrisi abbondano e in cui il tempo vola.
Favolandia è un ricordo che si costruisce sotto la pelle, dentro le vene, fino al cuore, un ricordo di qualcosa di speciale, di qualcosa che sai già che ti mancherà e che non riuscirai mai ad avere lontano da quello studio, che ormai sta diventando una casa.
Favolandia è la mia vita.
Favolandia era abitato da gente comune, che indossava abiti comuni, senza poteri speciali ma con un grande senso dell'umorismo.
Favolandia era un posto dove però accadevano cose straordinarie, vestite di realtà.
Così capitava che le persone erano smiles, che i datori di lavoro diventassero compagni di giochi, che tre donne in un ufficio rendessero quel posto meraviglioso, che stalkerare diventasse divertente, che la gente si sentisse arrivare per la canzone che li accompagnava.
Favolandia è la mia vita.
Favolandia è un posto in cui arrivo a lavoro e il mio capo porta i pasticcini per tutti, dove ridiamo come matti per schiocchezze, dove gli uomini sicuri della loro virilità giocano a fare le ragazze.
Favolandia è un posto in cui possiamo scherzare con il capo, in cui possiamo lanciargli le mollichine dei biscotti con la riga tipo catapulta, dove gli diciamo che deve vestirsi meglio e gli offriamo una consulenza gratuita per rifargli il look.
Favolandia è una battuta di gita al centro commerciale che nel giro di 10 minuti diventa realtà.
Favolandia è un'agenzia fatta da 3 donne e un uomo (che si potrebbe definire un SANTO) che girano per negozi, fatta di donne veloci che prendono i vestiti che l'uomo deve provare e fatta di un uomo che prova tutto fidandosi del gusto delle donne.
Favolandia è un battito di mani che le superchicche si scambiano, uno sguardo per capire tutto e 3 paia di calzini (uno x superchicca) che arrivano in omaggio al capo.
Favolandia è un pomeriggio meraviglioso e inaspettato, in cui i sorrisi abbondano e in cui il tempo vola.
Favolandia è un ricordo che si costruisce sotto la pelle, dentro le vene, fino al cuore, un ricordo di qualcosa di speciale, di qualcosa che sai già che ti mancherà e che non riuscirai mai ad avere lontano da quello studio, che ormai sta diventando una casa.
Favolandia è la mia vita.
lunedì 4 marzo 2013
E per sempre lo amerà.
"Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la sua donna.
Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità.
Quasi ogni giorno, ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive.
Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei? Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle
— Ti aspettavo.
Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni - i giorni, gli istanti - che quell’uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato.
O forse, più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell’uomo
— Tu sei matto.
E per sempre lo amerà."
A. Baricco
Prove generali di una vita insieme, fatta di giochi, di sorrisi, di coccole e di tanto amore.
La sintesi di questi due giorni insieme a stretto contatto: che se c'è lui accanto a me, di cosa altro ho bisogno?
Lui che mi sopporta quando parlo ininterrottamente di fotografia, quando immagino uno scatto e parlo a vanvera.
Lui che se sto poco bene mi chiede 20 volte al giorno come sto. Lui che fa di tutto per strapparmi un sorriso, per donarmi un pizzico di felicità che porti il suo nome.
Lui che dopo una giornata brutta mi chiede di abbracciarlo forte.
Lui che parla al futuro.
Lui che ama me, ama noi.
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