"...S'avviluppava alla macchina fotografica come a un cuore,
come a qualcosa che gli era uscito dal petto e pulsava,
che tratteneva a sè per vivere ancora qualche instante..."
In questi giorni sto leggendo "Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini ed è incredibile quanto senta dentro questo libro. Sostengo che Diego in realtà è una proiezione stessa della Mazzantini, perchè è straordinario come riesca a esprimere bene il sentimento di un fotografo con la sua macchina. Da' voce a tutto ciò che sento, a tutto ciò che provo, lo fa in modo così naturale e meraviglioso che non posso credere che non sia una passione viscerale come quella che provo io. Io senza macchina fotografica non so stare. Diceva bene bimbo quando temeva che potessi allontanarmi dalla mia reflex, aveva già capito che probabilmente non avrei passato più un giorno senza, nonostante il 365.
Qualche giorno fa parlavamo con Luca e Flo di fare il 52 weeks insieme e infatti le foto non sono tardate ad arrivare.
Come ai vecchi tempi ho scattato la foto con la mia mente e con la promessa di scattarla realmente. Stamattina allora appena svegliata mi sono limitata ho voluto subito tuffarmi di nuovo in quel mondo MIO. Ho preparato il set, ho sistemato la luce, ho fatto tutto come se fosse un gesto meccanico e poi.. click, click, click: come qualcosa di virale, fatta la prima foto è come se non riuscissi più a farne a meno, come se servisse fare una riserva di aria per poter stare senza per un lungo o breve periodo.
Poi ero lì, per terra, a cercare l'angolo giusto o una prospettiva che potesse essere mia e improvvisamente guardando dentro il mirino la trovi: quella che cerchi in tutti quegli scatti, che dà senso alla tua unicità, che rende quel set unico e personale.
Ho guardato le foto nell'lcd e non potevo credere che fossero mie. Le avrei viste bene in una mostra e mi ci sarei persa dentro. Ma erano mie, mie e di nessun altro.
E dopo aver fatto almeno 100 foto sono rimasta distesa per terra accanto alla finestra, guardando il cielo, con la macchina (casualmente?) appoggiata sul cuore.
Sorridevo.
Ed era uno di quei sorrisi preziosi di chi sa di essere padrone del proprio mondo.
Non sono tante, ma sono abbastanza per aprire i cassetti dentro ai quali ho chiusi i miei nuovi, bellissimi sogni.

![Gravity, stay the hell away from me [1/52]](http://farm9.staticflickr.com/8233/8351131933_be1698f0b5_z.jpg)







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